Mara la condottiera

Può bastare una prof allenatrice per trasformare un gruppo di ragazze e ragazzi in due squadre di campioni? Evidentemente sì.

L'anno scorso, la nostra Mara Maestri aveva fatto le prove generali. Aveva svezzato con pazienza, disciplina e costanza un "cioppo" di ragazze e le aveva portate alla finale dei provinciali, dove il destino cinico e baro le ha fatte infrangere contro il muro insuperabile del Bertolucci. E già qui entra in gioco la sapienza psicologica della coach: niente propositi di vendetta (non è roba da sportivi), ma tanto impegno, tanto sudore, tanta analisi degli errori fatti e da non fare mai più, ed ecco che stavolta è nostro il tetto dei provinciali femminili.

Si poteva chiedere di più? Mara sì. Senza dir nulla, senza strombazzare grandi propositi, si inventa la squadra maschile. Mette insieme alcuni ragazzi con qualche dote atletica e stufi del calcio (lo giocano tutti: ormai è banale!), insegna loro per bene i fondamentali del volley, li sgrida se non li fanno come si deve, ma sempre attenta a non far diventare gli allenamenti delle torture, così li trasforma in una squadra e li accompagna partita per partita, battuta per battuta, schiacciata per schiacciata, muro per muro, disposta quasi ad entrare in campo anche lei per dar manforte. E così avviene la magia: quella squadra un po' improvvisata, apparentemente solo una copia del brutto anatroccolo, diventa un team di principi azzurri mimetizzati sotto una maglia rossa.

C'è qualcuno che crede ancora alle favole?

Mara sì!