La 4 C RIM per i Maestri del Lavoro

AICHA SOUSSANE 

IL LAVORO OGGI

Il lavoro da sempre rappresenta lo strumento chiave che permette all'uomo di costruire delle relazioni sociali e di vivere una vita dignitosa e libera. Dignitosa perché, lavorando, si può guadagnare e in questo modo si può vivere agiatamente, ma anche libera poiché con il lavoro si è in grado di compiere scelte autonome. Proprio per questa visione del lavoro, come mezzo che qualifica socialmente, l’individuo ha fatto in modo che esso assumesse un valore centrale nella vita di tutti i giorni dettando i tempi del vivere quotidiano.

La scuola, in quanto istituzione con il compito primario della formazione dei giovani, non può sentirsi estranea a quello che sarà il futuro lavorativo delle nuove generazioni. Proprio per questo il nostro Istituto ha organizzato degli incontri con i Maestri del Lavoro, cioè persone che si sono distinte in ambito lavorativo per le loro qualità e che per questo hanno ricevuto un prezioso riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica.

I Maestri del Lavoro hanno parlato agli studenti della loro esperienza lavorativa mettendo in evidenza anche le differenze del mondo del lavoro di oggi con quello del passato.

Il lavoro ha subito nel corso degli anni notevoli cambiamenti, oggi per esempio la flessibilità rappresenta la parola d’ordine all'interno del mercato del lavoro. Infatti attualmente non si può più pensare ad un impiego a tempo indeterminato, tanto è vero che nel corso della vita ci si può trovare a mutare più volte occupazione. Proprio per questa ragione si parla di lifelonglearning o apprendimento permanente, vale a dire una formazione continua che dura per tutto il percorso della vita lavorativa.

Il concetto del lifelonglearning si distacca completamente da quello che è la concezione del lavoro negli anni 60’ e 70’ del Novecento. Ora non si parla più di conoscenze valide per tutta la vita, ma di un apprendimento continuo in linea con i cambiamenti della società.

Un altro elemento fondamentale che è mutato nel corso degli anni all'interno del mondo lavorativo è l’impegno, se un tempo lo si considerava come la disponibilità del lavoratore a fare straordinari e a sottostare a ritmi di lavoro più elevati con l'esecuzione puntuale delle direttive aziendali, oggi invece l'impegno viene visto come un insieme di spirito di iniziativa e imprenditorialità. Questi, oltre a rappresentare elementi molto importanti per le aziende che assumono personale, sono anche caratteristiche di cui ogni persona deve munirsi, in quanto avere un atteggiamento positivo è indispensabile dato che non sempre il lavoro lo si trova al primo tentativo.

Proprio per questo motivo attualmente si parla tanto di competenze trasversali o soft skills dato che esse rappresentano quelle qualità e abilità che vengono applicate sia nel lavoro che in ogni altro ambito della nostra vita e che ci rendono unici.

Spesso, però, queste qualità non vengono alla luce all'interno delle mura scolastiche, infatti sono molti gli studenti che si trovano a disposizione grandi potenzialità di cui non si rendono nemmeno conto. Perciò negli ultimi anni si è particolarmente incrementata l'attenzione nei confronti dell' alternanza scuola-lavoro, un progetto scolastico formativo che nasce nell' ottica del miglioramento dello sviluppo delle capacità degli studenti. Allo stesso tempo predispone i giovani all’acquisizione di nuove competenze e esperienze.

Tuttavia, se si fa un'analisi più approfondita, il mondo del lavoro da ieri a oggi non è cambiato del tutto in quanto ci sono da sempre dei principi fondamentali che non hanno subito mutazione. Si tratta di un insieme di comportamenti etici, come il rispetto per le persone con cui si viene a contatto, l'agire senza "calpestare" gli altri, oppure la creazione di rapporti costruttivi.

Tutti questi atteggiamenti contribuiscono alla creazione di un clima sereno e collaborativo, che consente il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'azienda. Perciò il lavoro non rappresenta solo una forma di sussistenza o di soddisfacimento dei nostri desideri di acquistare beni materiali e di concederci piaceri vari, ma è qualcosa di molto più importante di tutto ciò.

Per l'uomo il lavoro è un istinto, un bisogno tramite cui si impiegano le proprie capacità e competenze al fine di raggiungere una gratificazione che porta prima ad un apprezzamento personale e poi anche sociale.

Effettivamente è il lavoro che ci aiuta a costruire la nostra autostima e a dare valore alle nostre capacità, in quanto conferisce dignità all'uomo. Proprio per questo è importante scegliere un lavoro in cui ci sentiamo veramente “noi” e che ci aiuti a dare sfogo alle nostre reali potenzialità, in cui mettere passione e dedizione.

Proprio queste parole chiave, passione e dedizione, hanno alimentato lo spirito lavorativo dei Maestri del Lavoro!

CHIARA GARIMBERTI

Il lavoro è l’applicazione di un’energia (umana, animale o meccanica) al conseguimento di un fine determinato. L’etimologia della parola è da ricondursi al greco “labor” che significa “fatica” proprio perché per svolgere un lavoro sono necessari molto tempo e impegno.

Il lavoro si è evoluto nel corso degli anni, con i mutamenti della società e con lo sviluppo delle tecnologie. Nel mondo antico il lavoro era considerato un’attività riservata agli schiavi e ai poveri che dedicavano la loro vita al padrone, ricevendo in cambio la garanzia della propria sussistenza.

Il grande cambiamento, che determinò un nuovo inizio per il mondo del lavoro, avvenne con la Rivoluzione Industriale che portò con sé la nascita di nuove fabbriche e nuovi macchinari. Nacque e si affermò così la classe operaia che in cambio di lavoro riceveva un salario.

Oggi il concetto di lavoro è completamente cambiato e, a differenza del passato, risulta molto difficile trovare un’occupazione. Nonostante l’impegno e gli anni di studio, si finisce spesso per rimanere disoccupati o ci si ritrova in un ambito diverso rispetto a quello scelto inizialmente. Proprio per questo, attualmente nelle scuole si è data maggiore importanza al lavoro, introducendo nuove opportunità ed esperienze per i giovani studenti. Molti istituti di Parma hanno avuto il piacere di accogliere i Maestri del Lavoro, lavoratori dipendenti che hanno compiuto il cinquantesimo anno di vita e hanno prestato un’attività lavorativa continuativa per almeno venticinque anni. Questi ultimi hanno portato la loro esperienza agli studenti sottolineando più volte l’importanza della scuola per accedere preparati al mondo del lavoro.

Nel corso della loro vita, i Maestri del Lavoro si sono distinti per meriti di perizia e buona condotta morale e per aver contribuito al perfezionamento della sicurezza sul lavoro. Durante gli incontri con gli alunni, hanno evidenziato l’importanza del riconoscimento delle proprie competenze, le cosiddette “soft skills”, ovvero quelle capacità che comprendono le qualità personali e l’atteggiamento in ambito lavorativo. Una di queste è la capacità di comprendere, analizzare e trovare la via migliore per la risoluzione di un problema.

I Maestri del Lavoro ci hanno fatto capire che oggi più che in passato è fondamentale sapersi adattare al contesto lavorativo e ai cambiamenti, essere capaci di modificarsi e rinnovarsi. Molte volte, in un ambiente di lavoro si presenta l’esigenza di svolgere un’attività in gruppo e questo può rappresentare un problema per chi non è in grado di relazionarsi con gli altri. Proprio la parola “team working” significa essere in grado di ascoltare, sapersi esprimere, essere motivati e saper motivare chi si ha intorno. Esprimere idee coinvolgenti ed essere creativi sono sicuramente i presupposti per riuscire a diventare un lavoratore che si distingue dagli altri. Per organizzare gli impegni, e soprattutto per prevenire gli imprevisti, è necessario essere pronti e sfruttare in modo proficuo il proprio tempo.

Ogni professione poi richiede determinate caratteristiche e responsabilità ed è per questo che si parla di “etica”, parola derivante dal greco “carattere”, “comportamento”. L’etica raccoglie tutte quelle norme e quei valori che determinano i comportamenti dell’uomo nelle relazioni interpersonali. Sia nella vita quotidiana, sia nel contesto del lavoro è opportuno avere un comportamento giusto, etico e rispettoso verso se stessi e verso gli altri. Ogni buono studente pertanto deve impegnarsi, saper comunicare, ascoltare i compagni e gli insegnanti, partecipare in modo attivo alle lezioni ed essere motivato per raggiungere ottimi risultati: questi sono gli insegnamenti che hanno cercato di comunicarci i Maestri del Lavoro e che saranno sempre attuali in qualsiasi situazione lavorativa.

Da pochi anni è stata introdotta nelle scuole una metodologia didattica extrascolastica che alterna la scuola al lavoro. Infatti gli studenti, per accedere all’esame di Stato, sono obbligati a lavorare per un determinato numero di ore in un’azienda prestabilita e dimostrare le proprie capacità.

Questa esperienza ha lo scopo di infondere nei ragazzi maggiore sicurezza, di offrire una conoscenza dell’ambiente lavorativo e allo stesso tempo di consentire loro di farsi conoscere. In questo modo gli studenti saranno accompagnati nel mondo del lavoro con gradualità e avranno l’opportunità di conoscere la realtà aziendale ed eventualmente distinguersi per un rapporto di lavoro futuro.

Sentendo i Maestri del Lavoro si comprende quanto sia importante avere l’opportunità di poter svolgere una professione che si ama e che appassiona: questo è un grande privilegio perché significa “non lavorare” neanche per un solo giorno della propria vita.

Infatti sarebbe auspicabile che il lavoro fosse visto da chiunque come un mezzo per realizzarsi, perfezionarsi e trasformarsi e non come fatica, obbligo e sacrificio.

FRANCESCA VECCHI

IL LAVORO OGGI: ETICA E NOVITÀ.

“L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”, così recita il primo articolo della nostra Costituzione.

Il lavoro, infatti, è sempre stato un elemento fondamentale della nostra società, ma quest'ultima nel tempo ha subito dei cambiamenti ed è diventata più complessa e articolata.

Queste trasformazioni inevitabilmente hanno influenzato le aziende richiedendo ai lavoratori maggiori abilità e conoscenze che si possono acquisire con la formazione continua, cioè cercando di essere pronti ad imparare continuamente e a mettersi in gioco non fermandosi a quello che si impara a scuola, che è solo una parte del nostro sapere.

Ogni individuo interiorizza una serie di convinzioni e di regole ritenute giuste che servono da guida per il proprio comportamento sia nella vita che nel lavoro e proprio questi valori rappresentano l’etica di un individuo.

In quest'ottica è stato di importanza fondamentale l'incontro con i Maestri del Lavoro che si è tenuto nel nostro Istituto.

I Maestri del Lavoro hanno comunicato agli studenti la loro esperienza lavorativa e hanno messo in luce i valori che hanno accompagnato i loro lunghi anni nella stessa azienda.

Nel mondo del lavoro avere un comportamento etico significa avere rispetto per le persone con cui si viene a contatto, stabilire con loro regole condivise e soprattutto creare rapporti significativi senza danneggiare gli altri.

Ogni individuo nel contesto lavorativo deve, quindi, trovare un compromesso tra le proprie caratteristiche individuali e quelle dell’impresa stessa a cui appartiene.

L'impresa dovrebbe a sua volta capire le necessità dei lavoratori e cercare, attraverso il dialogo, di intervenire con azioni che portino a migliorare il loro benessere: se l’ambiente è sereno, si lavora meglio e di più.

Alcune di queste iniziative potrebbero essere quelle di favorire la formazione e la comunicazione interna, di diversificare il lavoro per rispondere al meglio alle richieste dei lavoratori (es. il telelavoro), di incentivare le persone con giusti compensi e, soprattutto, di mantenere un buon clima aziendale.

Queste azioni di miglioramento dovrebbero favorire l’aumento della produttività, perché darebbero valore e importanza al lavoratore.

In questi ultimi anni le innovazioni tecnologiche, come internet, la globalizzazione e gli squilibri demografici, hanno messo a dura prova le imprese e molte non sono riuscite a sopravvivere a questi cambiamenti.

Questa crisi ha provocato una riduzione del benessere rispetto alle generazioni precedenti, oltre all’aumento delle differenze sociali ed alla nascita di nuovi movimenti politici che cercano di trovare consensi presentando possibili soluzioni per uscire da questa situazione economica critica.

Vista la rapidità con cui avvengono queste trasformazioni, le aziende difficilmente riescono a trovare persone già preparate ad affrontarle e quindi devono seguire un’altra strategia: trovare persone che abbiano competenze trasversali da abbinare alle competenze tecniche che verrebbero apprese direttamente in azienda.

Un lavoratore, infatti, oggi deve sapere, saper fare, ma soprattutto saper essere ed è proprio quest’ultimo punto che rende il soggetto capace di essere flessibile, di adattarsi a contesti diversi e in continuo mutamento. Il lavoratore deve sapere gestire i problemi ed i rapporti con gli altri ed essere dotato di spirito critico e di iniziativa personale.

Il quadro era diverso per le generazioni precedenti, queste infatti non avevano dovuto affrontare grandi innovazioni tecnologiche, a loro veniva chiesto di avere competenze tecniche da rafforzare con l’esperienza sul campo, di essere disponibili a orari di lavoro prolungati, di ridurre al minimo le assenze e di essere “fedeli” all’azienda nell’eseguire i compiti.

Quindi al lavoratore delle generazioni passate non veniva richiesto spirito di iniziativa, ma solo di fornire forza lavoro e di adeguarsi fedelmente alle scelte aziendali. Oggi viene ugualmente richiesto un comportamento etico, che rimane fondamentale, ma si lascia ampio spazio alla creatività, alla responsabilità e alla determinazione dei singoli che devono dimostrare di essere flessibili ai cambiamenti.

Negli ultimi anni molte attività sono state sostituite dai computer e dalle invenzioni tecnologiche per cui la risorsa fondamentale di ognuno di noi sono le competenze trasversali, che ci rendono unici e che dovrebbero aiutarci ad affrontare i problemi di lavoro rapidamente e in autonomia, ad organizzare al meglio il nostro lavoro, ad essere disponibili al cambiamento e a collaborare con gli altri.

La curiosità, la voglia di imparare e di essere parte attiva dell’impresa dovrebbero essere oggi fattori determinanti, mentre ai nostri genitori o nonni veniva chiesto solo di eseguire gli ordini impartiti.

Oggi si ritiene necessario dare valore alle varie professioni per mettere in rilievo il significato etico di quello che si fa.

Se le decisioni vengono prese senza considerare il valore del lavoratore, verranno a mancare la collaborazione, il senso di appartenenza e di responsabilità e nel contempo aumenteranno i conflitti ed il clima aziendale non sarà sereno.

Tutte queste riflessioni sono emerse nell'interessante incontro con i Maestri del Lavoro la cui attuale attività si inserisce nella logica dell’alternanza scuola-lavoro.

Questo Progetto introdotto dalle Legge detta "Buona Scuola" cerca di inserire gli studenti nel mondo del lavoro e di favorire la loro interazione con l’organizzazione aziendale. Infatti la scuola da sola non riuscirebbe ad assolvere questo compito.

La sfida per i prossimi anni, quindi, dovrebbe essere quella di stimolare ed intensificare lo sviluppo delle competenze trasversali degli studenti per preparare futuri lavoratori che rispondano maggiormente alle richieste delle aziende soggette a continui cambiamenti.

IRENE OPPICI

IL LAVORO OGGI: ETICA E NOVITÀ

La Repubblica Italiana riconosce a tutti il diritto al lavoro, lo Stato si impegna a rendere effettivo questo diritto e ogni cittadino ha il dovere di svolgere un’attività o una funzione per il progresso della società (Costituzione della Repubblica Italiana, art.4).

Negli ultimi anni, però, soprattutto per i giovani, la possibilità di trovare lavoro è sempre più difficile e la disoccupazione è in crescita. Questo fenomeno è dovuto anche dalla sostituzione del lavoro umano con quello svolto dalle nuove tecnologie. È un fatto già accaduto in passato, per esempio durante la rivoluzione industriale quando gli operai venivano rapidamente sostituiti dalle macchine.

Anche attualmente il lavoro sta cambiando, in quanto si prediligono alle realizzazioni manuali dirette i prodotti costruiti dai robot. Inoltre oggi l’esperienza non ha più lo stesso valore di un tempo, in quanto il mondo del lavoro è in continuo cambiamento e servono conoscenze ed esperienze sempre diverse.

Così, molti giovani, anche laureati, non riescono a trovare un'occupazione che possa valorizzare il loro corso di studi e la loro preparazione.

Da qualche anno si sente parlare di “fuga di cervelli”, un fenomeno che implica l’emigrazione in paesi esteri soprattutto di giovani laureati con notevoli talenti professionali. Recandosi fuori dall’Italia, essi sperano di trovare un'occupazione più idonea alle loro capacità.

Tuttavia questo è un fatto negativo, in quanto il nostro paese subisce una diminuzione di capitale umano e non si verifica un adeguato avanzamento sociale.

La scuola non rimane indifferente rispetto a questo fenomeno e assume un ruolo importante nella formazione dei giovani, nello sviluppo delle loro competenze e nel riconoscimento delle loro attitudini.

Infatti, soprattutto negli ultimi anni, si vede impegnata nell'orientare gli studenti verso un percorso lavorativo idoneo alle loro capacità.

Per questo vengono invitati presso gli istituti superiori degli esperti che possano avvicinare i giovani al mondo del lavoro.

In questo senso, un ruolo particolarmente importante viene svolto dai Maestri del Lavoro, cioè persone che hanno svolto almeno venticinque anni di attività lavorativa come dipendenti della stessa azienda e che hanno ottenuto un meritato riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica.

Essi possono trasmettere i valori dell'impegno in ambito lavorativo e accrescere nelle giovani generazioni il senso del dovere, la bellezza della collaborazione e l'onestà intellettuale. Con entusiasmo raccontano ai giovani la loro esperienza professionale e favoriscono il rapporto tra la scuola e il lavoro.

Il loro intervento rientra nel percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, un nuovo progetto reso obbligatorio dalla Riforma della Buona Scuola, che ha lo scopo di avvicinare i giovani al mondo del lavoro e di favorire il loro approccio all’interno dell’ambiente lavorativo.

Come insegnano i Maestri, occorre imparare a relazionarsi con i colleghi, a comunicare con le persone, a lavorare in gruppo e soprattutto a risolvere i problemi.

Infatti le aziende, sempre più spesso, cercano personale ”flessibile”, ovvero capace di adattarsi ai cambiamenti, dotato di capacità trasversali, ovvero delle soft skills.

Queste competenze vengono acquisite nel corso della formazione scolastica ed extrascolastica da ogni singolo individuo, così ognuno ha la possibilità di sviluppare le proprie capacità.

Oggi le aziende cercano anche personale che si sappia orientare nel mondo informatico, nell’utilizzo dei social network e della rete del web e che abbia conoscenze nel campo delle lingue straniere, soprattutto l’inglese.

Nell'incontro con i Maestri del lavoro, ho provato ad immaginare come sarebbe stato il mio percorso lavorativo nella loro epoca, quando appena si usciva da scuola si cercava un impiego, quando il mestiere non si imparava in aula ma praticandolo e, soprattutto, quando per i giovani non era così difficile trovare lavoro.

Forse per tanti aspetti era meglio allora. Certamente quelle competenze che un tempo si acquisivano sul campo, magari dopo anni di esperienza, oggi vanno imparate molto più rapidamente.

Tuttavia un tempo non si avevano a disposizione tutti gli strumenti di cui oggi si può usufruire.

È certo, però, che la serietà, l'impegno, la precisione, che tanto hanno distinto i Maestri del Lavoro, non saranno mai superati anche se oggigiorno per trovare un impiego bisogna approcciarsi in modo attivo, determinato ed occorre essere aperti ai cambiamenti e ad esperienze nuove.

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