Giocare da matti!!!

Magari basta poco, ad esempio avere magliette casualmente dello stesso bluette, scarpette un po' consumate e tanta voglia di pallavolo, per sperimentare che siamo tutti quanti "diversamente normali".

È questa la scoperta della 5a A RIM, che in vista della maturità ha deciso di passare un rilassante pomeriggio con il gruppo sportivo "Va pensiero", team creato dall'AUSL di Parma per combattere il disagio mentale e tutti i pregiudizi che lo accompagnano. I ragazzi che lo formano sono inseriti nel percorso benessere dell'Unità di Riabilitazione TPII della dott.ssa Patrizia Ceroni.

Tra melloniani e "spensierati" si sono allestite addirittura quattro squadre, per un mega torneo di quelli che non si dimenticano facilmente.

"Si può fare" è il nome del progetto che ha coinvolto l'AUSL e la nostra scuola. "Si può fare" è anche l'esclamazione con cui il dottor Frankenstin (non Frankenstein!) di "Frankenstein junior" aveva accolto la lettura del libro del nonno, nel quale si descrivevano i passaggi per creare un essere umano attraverso un collage di pezzi di altri esseri umani.

L'accostamento ci è venuto in mente perché lo scettico scienziato di Mel Brooks era convinto che il nonno fosse pazzo ma, leggendone il testo, si arrese all'evidenza che così non era. Allo stesso modo, tutti noi pensiamo alla pazzia come qualcosa da cui stare alla larga, perché il "matto" incute sempre timore, ma accostandolo è possibile scoprire che le cose stanno in modo "diversamente normale".

Creare un ambiente relazionale protetto, come quello che si è venuto formando tra il Melloni (capitanato dalla prof.ssa Ferrarini) e il "Va pensiero" (con i presidenti Mario Di Egidio e Andrea Panizzi, gli operatori AUSL Stefano Cavalli ed Emanuela Sartori, nonché il volontario/utente Paolo Pulli, che si è materialmente recato nelle classi della scuola per condurre l'iniziativa), è servito ad abbattere uno dei tanti muri del nostro tempo: quello che il disagio mentale sia una realtà da escludere e che, in fondo, i pazzi sono sempre gli altri. Anche in questo caso, basta cambiare il nostro occhio per accorgersi che l'altro è ricchezza, non impoverimento, e smette di fare paura quando lo si conosce, quando scopri che fa il bagher meglio di te e quando non te ne frega niente se vinci o se perdi la partita, perché quel che resta del giorno è una gran bella risata. Una vera risata da pazzi!

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